Mauro Montacchiesi

L'ECO DELL'ACQUA

L'ECO DELL'ACQUA
Di Alvaro Tanganelli

 

D’un armonico borboglio picchiettante, il riverbero raggiunge il Poeta. È una piacevolmente fredda linfa sorgiva, è una fontana della sua Cortona, quella nella piazza grande. Nella fontana il poeta, subliminalmente, vede una fonte di vita, di rigenerazione, di purificazione, la sua realizzazione spirituale. Lì, nella piazza, accostata c’è una persiana. Da quella persiana, nell’etere, si liberano, nel firmamento si librano, di un pianoforte i virtuosismi. La persiana può far passare la luce, ma non la pioggia o il vento. Il Poeta ha la sensazione che la sua intimità possa essere profanata e la persiana accostata, ma non completamente chiusa, è una protezione dagli sguardi curiosi, discriminanti o indagatori. Il pianoforte è un segno di ottima autostima, equilibrio e serenità spirituale. Come uno zefiro, che romantiche melodie accompagna, in tal modo quel pianoforte, il cuore del poeta nell’infinito trascina. In piazza, al momento, non c’è anima viva. Da lì, similmente a tenere dolcezze, giungono percezioni di poesie, di armonie. Non si ode una parola nella quiete straordinaria. È il tramonto. Più nessuno va a spasso per Cortona. Persone che danzano, attendendo il primo mattino, il poeta adesso desidererebbe incontrare. In questa sua Cortona, tra le sue vecchie vie, il vate persino ascoltare vorrebbe, un batticuore, una poesia. Le vie di Cortona adesso sono deserte, vuote. Nel cuore del Poeta si è insinuato un effimero sentimento di solitudine, di tristezza, verosimilmente indicativo di un momento di complessità esistenziale. In questo modo, come il tempo che scivola, così scorre la fontana, e piuttosto distante sembra ormai il pianoforte. Il tempo, come l’acqua della fontana, scivola via e sembra portare con sé le note del pianoforte, le note dell’ottima autostima, dell’equilibrio, della serenità spirituale. In questa notevole piazza, la persiana si serra. Il timore che la sua privacy venga violata, induce il Poeta a una momentanea chiusura al mondo, il che non è nel suo DNA di ottimista esploratore dell’universo. Il mondo riposa, invece le stelle si destano. Le stelle sono principio di estasi, emozionano e affascinano, appassionano e donano un'impressione di serenità e beatitudine. Le stelle fanno sentire limitati, ciononostante tassello dell'immenso e conferiscono estrosità e illuminazione. Le stelle sono un’immagine favorevole dell’insondabile, bensì coerente creato, in cui l’uomo è coinvolto e rinviano a Dio e all'enigma della vita, all'assenza di confini e agli incanti dell'universo. Le stelle sono quanto elude la ragione e la sostanza, quanto accresce la percezione convenzionale, sono un'indagine più considerevole, sono fantasie e ambizioni che non si bloccano di fronte alle avversità della realtà. Con le stelle che si destano, il Poeta si scrolla di dosso un momento di struggente malinconia e il suo ottimismo riprende a volare, fin lassù, fin dove “si accendono le stelle”.

 

Todos los derechos pertenecen a su autor. Ha sido publicado en e-Stories.org a solicitud de Mauro Montacchiesi.
Publicado en e-Stories.org el 09.06.2022.

 

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